La Pandemia da COVID, lievito economico per la Cina.

In un mondo che trama, la Cina sfodera nuove armi

 per scalare le vette dell’economia globale.

Il virus è l’unica cosa cinese che funziona”. Questa è una recente battuta che circola sui social-media e nei programmi televisivi capace di strappare un amaro sorriso, ma palesa una conclamata falsità; non tanto sulle origini del nuovo Coronavirus, piuttosto che sulle cose cinesi che funzionano.

Infatti, se c’è un’altra cosa che funziona perfettamente nel paese del Dragone quella è la crescita economica, rappresentata da un Prodotto Interno Lordo che –dopo dimidi segnali d’arretramento al cospetto della pandemia da Covid19– è ritornato a correre come un treno, mettendo a segno un +4,9% nell’ultimo trimestre. La Cina, non solo è riuscita a spazzare via il virus in pochi mesi (le malelingue direbbero: “soffiandolo altrove”), ma è l’unico paese al mondo che continua ad arricchirsi in un contesto di emergenza globale, che mette a segno punti negativi di PIL senza risparmiare nessun altra nazione del pianeta. Eppure, non si può fare a meno di arrovellarsi per tentare di capire le complesse alchimie economiche che stanno reggendo la Cina in questo periodo, senza rivolgere lo sguardo al mercato interno cinese e al suo miliardo e mezzo di consumatori capaci di sostenere al contraccolpo del virus. Non bisogna, nemmeno, sottovalutare il potenziale di ottocentomila poveri pronti, sulla linea di partenza, a scattare verso il benessere non appena ne avranno l’occasione. Una massa umana in grado di sostenere la produzione industriale, gli scambi commerciali e le attività finanziarie, ammortizzando il contraccolpo ricevuto della riduzione dell’export che, da sempre, è stato la primaria fonte di ricchezza del popolo sinico.

La pandemia, tutto sommato, non ha inferto un duro colpo alla Cina che, da sempre, sembrava puntare il tutto per tutto sulle esportazioni, dei suoi prodotti, verso l’America, l’Europa e, di recente, l’Africa e il Medio Oriente a discapito della domanda interna, ma è stata questa domanda interna a colmare le perdite causate dalla frenata economica globale grazie a un’attenta pianificazione economica costruita con minuzia dalle autorità del Paese. Il presidente Xi-Jinpig, infatti, non ha mai fatto mistero di voler trasformare, entro il 2025, la Cina nella più grande potenza mondiale puntando sulla Nuova Via della Seta che avrebbe addirittura spinto la moneta locale, lo Yuan, a sostituire il dollaro Americano nelle transazioni internazionali, estendendo a macchia d’olio il benessere in tutta la Cina.

Un piano di sviluppo che i cinesi avevano congegnato da tempo, consapevoli che la loro trasformazione in fabbrica del pianeta sarebbe sfociata nel naturale squilibrio della bilancia economica a discapito dei partner commerciali costretti a ridurre, progressivamente, il flusso di ordinativi verso la Cina. Tale riduzione avrebbe dovuto penalizzare anche l’economia del Dragone, causando la conseguente decrescita del flusso di danaro con cui venivano pagati gli ordinativi dei beni di largo consumo. Eppure gli incassi della Cina non sono cambiarti di molto; perché il danaro, che viaggia verso le sue casse, è garantito anche degli interessi pagati da molti Stati, i cui titoli del debito pubblico sono ben saldi nelle della Pechino.

Oggi i cinesi non sono più costretti a mercanteggiare il proprio benessere facendo leva soltanto sul commercio, ma hanno esteso la loro influenza nel mondo della finanza complessa, dei pagamenti elettronici, delle carte di credito e delle banche, figurando –nell’immaginario– la Cina come un ragno vorace, al centro della ragnatela, a cui basta scuotere un filo per ottenere un lauto pasto e l’unico modo per non essere divorati è quello di imparare a riconoscere la trappola.

Mario Volpe

10 pensieri riguardo “La Pandemia da COVID, lievito economico per la Cina.”

  1. My family all the time say that I am killing my time here at web, however I know I am getting familiarity every day by reading thes good posts. Miquela Tirrell Lalitta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *