TIMEDREAMS

L’ultima invenzione

Finalmente il futuro è arrivato nel tuo presente.

Lo slogan della TIMEDREAMS è stato redatto per pubblicizzare una nuova e strepitosa diavoleria tecnologica capace di rendere i viaggi nel tempo un’incredibile realtà. La macchina – come dichiara la casa produttrice – potrà  proiettare un viaggiatore nel futuro o fargli rivivere  il passato. Ma prima di lanciarla in grande stile, l’azienda vorrebbe testare la sicurezza del suo funzionamento e, per tale motivo, ha promosso – tramite Internet – una campagna per reclutare gente che si offrisse per collaudarla. Certo potrebbero esserci dei rischi, ma leggendo le clausole in piccolo, il peggio che potrebbe accadere, in caso di fallimento, non sarebbe altro che un gran mal di testa con nausea annessa e nessuna esperienza di viaggio: ovvero nessun ricordo della fantastica avventura.

 Io non amo pensare agli imprevisti, ma è pur sempre il collaudo di una macchina per i viaggi nel tempo  e il rischio di restare intrappolati nel passato, o finire sparati per sempre nel futuro non è da escludere; eppure malgrado tutte le mie perplessità mi sono fatto avanti. L’opportunità di un viaggio del genere, e per giunta senza spese, non posso lasciarmela sfuggire, così ho acceso il computer, afferrato il mouse e, puntando dritto sul loro sito, ho aperto la pagina:

Proponiti per collaudare la macchina del tempo

Non mi resta che nascondere le preoccupazioni sotto il tappeto, come fanno le inservienti pigre con la polvere, e cliccare su  “registrati”. Nell’attesa che la mia candidatura fosse memorizzata nella lista degli aspiranti viaggiatori è apparsa una seconda pagina  dalla quale avrei dovuto fare un’ulteriore scelta. Mi si chiede d’indicare l’epoca del viaggio di dieci minuti attraverso le pieghe del tempo.

 “Diamine! Questi allora fanno sul serio”, ho pensato davanti allo schermo del computer concentrato a meditare sulla giusta destinazione. Così, mi sono detto che se fossi stato un professore di  latino e greco avrei, senza dubbio, optato per un viaggio nell’antica Roma o nella  Grecia dei filosofi; l’opportunità di vivere di persona quei giorni così remoti sarebbe stata impagabile.  Mentre, se fossi stato un medievalista non avrei avuto dubbi a correre tra le braccia di Carlo Magno o avrei marcato il mio biglietto dritto verso gli anni dell’inquisizione, se non altro per guardare la faccia dei preti che mettevano la gente al rogo; ma non essendo uno storico un tale viaggio sarebbe stato uno spreco di tempo prezioso.

Pensandoci bene potrei scegliere di andare in un passato recente,  magari durante la Prima o la Seconda Guerra Mondiale, ma anche questa ipostesi è da scartare, perché il solo ricordo di quelle atrocità mi fa stare male. A ben vedere, non rimane che il futuro, almeno potrei essere testimone dello straordinario progresso del balzo tecnologico e delle sue impensabili meraviglie, ma se l’arroganza dell’ingegno umano non si fermasse davanti a nulla fino a distruggere il pianeta?

Come potrei  ritornare indietro e vivere il resto dei miei giorni con una tale consapevolezza? E cosa mai avrei potuto raccontare ai miei figli? Però conoscere cosa ci riserva il futuro è sempre interessante, allorché mi sono domandato perché  non andare avanti quel poco che basta per dare una sbirciatina ai miei ragazzi cresciuti? Dieci minuti sarebbero sufficienti per inquadrare le possibili conseguenze delle loro scelte nel presente, sincerandomi del loro successo e della loro felicità.  Avrei potuto sapere in anticipo l’esito di un colloquio di lavoro o di una relazione sentimentale e metterli in guardia un volta ritornato nel mio tempo. Ma  forse pur facendo l’esatta previsione degli esiti delle loro scelte di vita dubito che mi darebbero ascolto, liquidandomi con la solita frase: “papà non puoi capire, sei antidiluviano.”

E se pure avessero voluto dare credito ai miei pareri forse non sarebbe stato giusto, quelli non sarebbero mai stati consigli  della saggezza di un genitore. Sarebbero imposizioni nate da una partita truccata che li deruberebbe dei propri sogni, privandoli del gusto emotivo dell’imprevisto, dell’inconoscibile che forgia la vita.

Non mi resta che una sola giusta scelta per formalizzare la mia piena candidatura al collaudo della macchina del tempo della TIMEDREAMS. Ho deciso ritornerò indietro di qualche anno per rivivere i giorni in cui mio padre era ancora vivo per fare,  in soli dieci minuti, una cosa che in quaranta anni non ho mai avuto il coraggio di fare, guardarlo negli occhi per  dirgli: “Ti voglio bene papà.”

      Click, invio e la giusta scelta è fatta, ora non mi resta che attendere che il sogno s’avveri.

#mariovolpescrittore

8 pensieri riguardo “TIMEDREAMS”

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